COME MONACI SHAOLIN A 16 anni, (afferma Emilio Lebrè in un suo scritto) "Jean Edern Hallier arrivò 3° (!) al Campionato del Mondo di scacchi di Reykiavic", mentre il solo campionato disputato in Islanda fu quello del 1972 e non aveva confrontato che due giocatori: Bobby Fischer e Boris Spasskj. La FIDE non aveva previsto uno spassoso 3°, neppure per festeggiare il sedicesimo compleanno di Jean Edern. Grazie al libro "Le orecchie del Presidente" ho saputo che Mitterand ascoltava migliaia di conversazioni di presunti sospetti, come, debitamente stuzzicato, egli stesso ammise. Mi sarebbe piaciuto essere così spietatatamente potente, da ascoltare i commenti di un caro amico che sosteneva di poter disputare in simultanea 30 partite con gli occhi bendati pur avendo un'idea alquanto approssimativa di qualsivoglia apertura! Ogni volta che, sempre invano, aveva tentato di disputare una sola partita con un forte 2a Nazionale del tempo, (manco si parlava ancora, in Italia, del prof. Elo!) costui gli suggeriva di affrontarsi alla cieca. Ma egli sempre rifiutò. Sicuramente per modestia. Non voleva batterlo, lui,....Oggi...magari...con l'aiuto di un pc palmare... Forte della stessa prosopopea del...3° alfiere del campionato del mondo di Reykiavic; sarebbe stato un pleonasma. Il mio limite è nell'insistere a ricordare l' infinita vergogna che dovrebbe procurare ogni tentavivo di trucco, di millanteria anche e sopratutto ai più infimi livelli, e in partite amichevoli, quando il gioco dovrebbe solo attenersi alle sue ferree regole "cavalleresche" che si incentrano almeno nel fondamentale Pezzo Tocco. Così ben dipinto dalla poesia Scacchi di Primo Levi : "...Il pezzo che hai toccato é un pezzo mosso: Il nostro é un gioco serio, non ammette Contratti, confusioni e contrabbandi. Muovi, che il tuo tempo é scarso; Non senti ticchettare l'orologio?" Ogni scacchista dovrebbe sapersi confrontare come un monaco Shaolin, coltivare un po' di illuminazione Zen: "Anche nella lotta più accanita nutrire il massimo rispetto dell'avversario." Gli scacchi sono forse, invece, la Realtà Suprema in cui tutto è permesso quando la vita si riduce ad una partita di caffè, con la sua squallida strategia , le sue truffe vergognose e le sue menzogne? Al computer l'ardua sentenza. |
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