INNAMORATO dell'AMORE
Johnny Depp,il camaleontico, grande attore (ma non è riduttivo?) statunitense, mio quasi coetaneo, essendo nato esattamente il mio stesso giorno del mese di...35 anni dopo, eternamente adolescenziale, impegnato, anticonvenzionale ma rigoroso, preciso eppur proteiforme, disperde apparentemente (coltivandoli) i suoi interessi in decine di rivoli ed è pure un appassionato scacchista. Una bella foto lo ritrae con Marlon Brando, altro mostro sacro, suo Maestro di Vita, al tavolo di gioco, in Don Juan De Marco, maestro d'amore. Depp afferma di amare gli Scacchi per la bellezza intrinseca del gioco, per la complessità psicologica e matematica, per la loro completezza, per le regole ferree, e nel medesimo tempo per il loro mistero, per la loro assoluta ambiguità, che si traduce in un fascino arcano. Nello stesso modo si può amare non tanto per il sesso, quanto per l'amore in se. La bellezza dell'Amore alberga su un piano superiore che il mero successo, la sensualità di una donna , i muscoli di un uomo, o l'egoismo scellerato, il risultato di una prestazione. Non tutti gli uomini posseggono, ahimè, tale sensibilità. Essa è più che altro una prerogativa femminile. In "Le Relazioni Pericolose", dal romanzo del 700 di Chorderlos de Laclos, allora scandaloso, un anziana Nobildonna dice dice alla delusa innamorata Madame de Tourvel: " Mi dispiace, ma sono i più meritevoli d'amore a non essere mai resi felici...Tu credi ancora che gli uomini ci amino come li amiamo noi. No...Gli uomini, vedi, godono della felicità che ricevono, mentre noi godiamo della felicità che diamo". Ma per chi ha animo d'artista, non è forse meglio dare? Si duole il medesimo Kortchnoj , lui, Victor il terribile: " Nello stesso modo di Tristan Tsara, ho questo guaio, di voler sempre vincere. Un buon giocatore di Scacchi preferisce talvolta una bella partita a una vittoria." Ebbi due amici che amarono più una bella partita che una vittoria; femminucce? ma costoro purtroppo si eclissano , (gli Scacchi sono così crudeli...) e rimane il bruto, pronto a qualsiasi sotterfugio, menzogna, interpretazione malevola delle regole, dileggio delle vittorie dell'avversario, scoppi d'ira inconcepibili pur di assicurarsi una squallida vittoria. Per lui non è ammissibile neppure l'aforisma del GM Vassili Panov: " E' sempre per un suo errore che il perdente perde." No. anche i loro errori li fanno apparire "colpa" del loro avversario!! Ma, essendo pieni di se, e non lo ammettono, potrebbero condividere il pensiero di Reuben Fine: " In certi casi il gioco degli Scacchi serve a soddisfare dei fantasmi di grandezza; E' una delle forme di attività intellettuale con questo di particolare, che provoca una soddisfazione libidinosa più grande che le ordinarie occupazioni dell'intelletto". Non per nulla Reuben Fine, oltre che GM fu anche Psichiatra di fama internazionale. Con generosità paragonai costoro a "barbari" Zulu, ma quelli sicuramente sapevano onorare gli sconfitti; loro mai. Paranoici puri. Gli Scacchi mettono quindi a nudo, orribilmente e spesso con grande precisione psicologica la vera natura dell'uomo. Se il gioco degli Scacchi fosse conosciuto da tutti sarebbero più efficaci come test proiettivo delle macchie di Rorschach. Così, alla ricerca di un tantino di bellezza contemplativa legata agli Scacchi, mi sono rifugiato alla Mostra-mercato di giochi, di libri e riviste tenutasi a Santa Margherita Ligure il 27 e 28 Settembre. traendone molta soddisfazione e entusiasmo. Purtroppo non ho potuto raggiungere il mio vetusto desiderio di completare la mia collezione de L'ITALIA SCACCHISTICA. Meravigliose scacchiere e pezzi esulavano dalle mie possibilità economiche!! Non sono riuscito nemmeno, per mia incapacità, a contattare chi mi poteva fornire l'indirizzo della C.C.I.!!! Un mistero. Tanto scacchistico. Eppure in questo campo quanti progressi sono stati compiuti da quando il grande Max Ernst si compiangeva: "Non un solo gioco di scacchi esposto nelle botteghe del villaggio!" Era il 1944. Rifugiatosi sulla costa di Long Island, egli scolpì un bronzo: Il Re gioca con la Regina. Il Monarca cornuto, arrotonda la sua bocca con la precisione di un cerchio nel quadrato della sua testa. Con la sua mano destra accarezza il profilo elissoide della sua Regina. Innamorato dell'Amore? Questa dama geometrica, una bella nana, è meno piccola che i rimanenti altri quattro pezzi. Le parabole, le curve degradanti sulla seconda, entusiasmarono Werner Spies : "Questa è senza dubbio alcuno, la più straordinaria scultura dell'estate." Nell'autunno un falegname riprodusse in legno, al loro primo gradino di concezione, il gioco di Max Ernst; le 16 figure bianche in acero e le nere in noce : Sarane Alexandrian afferma che le sculture del maestro :"assomigliano tutte ai pezzi di un gioco di Scacchi", e parla di " un divertimento supremo; sulla scacchiera del tempo egli manovra dei pedoni cosmici". E comici : Ne Il mio amico Pierrot, egli è un rospo dalla testa di pera e ama con cinismo solo il suo interesse, se stesso e la violenza, la pancia ben satolla, simile a un pesce del 1°Aprile. Queste sculture, questi uomini, non sono più surrealiste, ma patafisiche, come lo specchio di Alice sul trono di Papà Ubu. Senza radici, ma con buone gambe, Max Ernst divenne cittadino americano a 57 anni e francese dieci anni più tardi. Il destino decretò che egli nascesse tedesco appunto un 1° Aprile. E che egualmente morisse un 1° Aprile a Parigi. Amò gli scacchi come Arte e Gioco. Seppe coglierne l'essenza metafisica. Innamorato sempre dell'amore. Dell'amore per la Donna in se. Del mistero, del fascino eterno degli Scacchi in se, senza competizione paranoica. Come Johnny Depp.
|
|