IDIOZIA CONSACRATA


" Il grande giocatore di scacchi vive in un clima di consacrata idiozia dove son precipitati matematici e musicisti" scrive Massimo Bontempelli nella Donna del Nadir, Roma, 1924.
"Un grande poeta o un grande filosofo ci appare come un uomo totale. Il grande giocatore di scacchi non ha di umano che ciò che gli é sufficiente per sostenere la sua esistenza fisica e gli permette di comunicare all'umanità i suoi meccanismi astratti".
Bontempelli aveva assistito nel 1923 alla "diabolica prova affrontata a Milano da Alekhine": con gli occhi bendati e schiena volta alle scacchiere,il campione aveva giocato simultaneamente contro dieci rivali.
"L'ammirazione per Dante é meno stupefatta che quella suscitata da Alekhine. Dante opera attraverso a delle facoltà di cui ciascun uomo a in sè il germe,ma Alekhine é al di fuori di tutte le facoltà umane. Egli é il segno di una potenza di cui gli stessi principi ci rimangono sconosciuti ed incomprensibili.
Questa ammirazione é nutrita di timore. Essa si accompagna ad un'abilità, ad un atto, che pare inumano ed atroce. Non é un caso che si ignora l'origine stessa del gioco degli scacchi." Questo, afferma lo stupefatto Bontempelli, "questa preesisteva probabilmente alla stessa apparizione dell'uomo...l'arte degli scacchi é una potenza extraumana e mostruosamente semplificata."
Si potrà affermare che Bontempelli, tradito dall'ammirazione, naviga quasi a fior d'acqua, come se lievitasse nell'infinito.
Dopo ben pochi lustri ci troviamo completamente mutati e disincantati. Robot noi stessi. Mostri repellenti. Suvvia! E' solo questione di memoria.
Nella mia infanzia, tempi favolosi, conobbi un falegname che fabbricava giochi di scacchi con delle...lenticchie! Ancora ne conservo uno. In Cina si costruiscono quelli gli scacchi cinesi con granelli di riso. E su di essi riescono a porre ideogrammi.
Lenticchie quasi scomparse e rimpiante!
Uno degli ingredienti principali della cucina hispano-romana. (in cui soppravvivono ancora a Capodanno...).
Nel Medio-Evo si preferì nutrirsi di fave. Vi ricordate che esse servirono a segnare i voti nella Grecia di Pericle? Ciononostante, Pitagora li ebbe in orrore e fu appunto in un campo di fave, si dice, ch'egli morì. D'altra parte oggi sappiamo la dannosità effettiva del "favismo".
Lenticchie degli anni di fame della mia gioventù! Ne abbiamo sofferte ambasce e privazioni di guerra senza tanti piagnistei televisivi! Per sempre bimbo, Kamskj presentì che un superdotato doveva essere umile come un grano di riso! E così, per questo "re dei re", le lenticchie sono "bocconcini da Cardinale".
Ma comunque mia nonna stessa mi diceva: "Mangia tante lenticchie, e avrai una buona memoria!" (Quasi come Alekhine).
Un modesto legume e una modesta facoltà allora,la memoria! che sta invece all'origine dell'intelligenza e dell'immaginazione,mescolanza di ricordi e del ricordare...
I "giardini sospesi" di Babilonia, questi luoghi all'origine dei numeri e del caos, abbondavano altresì di lenticchie. Gli Antichi preferivano i legumi che si spingono in superficie, alle radici, come la rapa, sotterrata ignominiosamente nel bunker degli abissi cari ai tiranni più biechi.
Oggi la "supermemoria" di programmi come "Brutus" o altri simili mostri brutali che impietosamente uccidono i poveri Grandi Maestri come Kamskj,non si nutrono più romanticamente di lenticchie, ma di pulci incorruttibili nate nell'inferno della cybernetica.