DESTREGGIANDOSI TRA FALSI RE E CORRUZIONE
L'affollamento, i ritmi sempre più veloci in nome del dio denaro e l'inevitabile conseguente appiattimento dei campionati scacchistici, hanno reso i poveri campioni, un tempo non lontano mitici eroi saldi nella memoria e nell'ammirazione, sbiaditi, fragili, evanescenti fantasmi. Chi ancora serba un preciso ricordo di questi dopo pochi mesi?
Voglio vedere qualcosa di antico tra la fitta nebbia.
Pochi mesi (anni?) fa , all'intermezzo di Londra, i veri vincitori furono, ne sono certo, i due "VINCITORI dei VINCITORI".
Gata Kamsky, l'Americano nato in Siberia, poco prima della sua ennesima "scomparsa patafisica", sconfisse sonoramente Vladimir Kramnick.
Così come lo Spagnolo Alexei Chirov, egualmente nato nell'ex URSS, poco prima di essere fatto scomparire sotto la spessa cortina degli eurodollari.
Scrive Julien Gracq, alludendo a campioni di questa tempra: " Singolari, rarissimi eroi astratti, per fanatismo incompresi da tutti (gli scarafaggi!), votati alla peggior solitudine, preso i quali s'ingaggia ogni giorno, di buon mattino, una rapidissima, atroce lotta senza risparmio fra la nera miseria e la ricerca marginale di un interesse assoluto, con conseguenze puramente ludiche."
Per la grande fortuna degli amanti del gioco costoro ancora esistono, e quasi sarebbe meglio, per la loro sopravvivenza, che mai cessino questi abominevoli scismi, queste corrotte esclusioni!
Sopratutto per la...salute mentale dei "campioni del mondo" di Londra e di New Delhi, (chi ancora ricorda quello di Las Vegas?) tutti e due incoronati con un paio di carabattole , tanto ferocemente nemici tra loro che immersi nella corrotta organizzazione.
Fu appunto a Nuova Delhi che cento giocatori di scacchi si riunirono.
I migliori del mondo...virtualmente!
Non mancò che il quartetto dei "K" : Kramnick, Kasparov, Karpov, e il più brillante di tutti: Kamsky.
Fra i cento c'erano i Russi Dreev, Khalifman, Morozevitch, Bezgodov, Galkin, Rustenov, Grischuk, Utnasunov; lo Spagnolo Chirov, lo Slovacco Beliavsky, i Bielorussi Alexandrov, Fedorov, l'Ucraino Onischuk; gli Americani Ivanov, Yermolinsky; l'Australiano Wohl, l'Ungherese Chernin e il Canadese Lesiege.
Questi giocatori hanno UN PUNTO IN COMUNE, il loro primo nome è per tutti Alessandro: Alexandar, Alexei, Alexey, Alexej o Alexander!
Normale! La radice del nome è "alexein" (respingere) e "andros" (l'uomo, il nemico).
I loro genitori previdero il loro avvenire di grande maestro...
Tuttavia, poichè Santa Alessandra morì martirizzata, una fine poco confacente ad una grande scacchista, non si trova nessuna Alessandra, o Sandra, fra le giocatrici dello stesso campionato, ma delle Ana, Asma, Anna, Dana, Nina, Nona, Nino, Nana, Nena...
La migliore del mondo, evidentemente, si chiama Giuditta (Polgar).
Poichè sarebbe capacissima di decapitare tutti gli Oloferne o gli Alessandro della scacchiera, naturalmente NON è stata invitata.
E' in tal modo che noi, i maschi, restiamo i più forti....a scacchi! Santa pazienza, che orrore.
Quando, come una improvvisa scintilla, la speranza sprizzerà più in alto che l'abuso?
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