CHI SI GRATTA SI TORMENTA
Forse il primo dizionario fu pubblicato in Italia ad opera dell'Accademia della Crusca, che nel 1612 fece stampare il Vocabolario degli Accademici della Crusca. Ma, anche se di qualche anno posteriore, il Dizionario Spagnolo pubblicato da Don Sebastiano de Covarrubias nel 1616 è ancora oggi molto interessante per gli scacchisti.
Don Sebastiano dedica ampio spazio alla voce spagnola ajedrez (scacchi).
" E' un forte gioco praticato in tutte le nazioni, e Virgilio Polydoro (De inventione rerum) informa che il gioco degli scacchi fu inventato da un uomo molto saggio chiamato in catalano Xerxes... Costui, cercando così di trattenere con il timore la crudeltà di un principe tirannico, e metterlo in guardia grazie a questa nuova invenzione, gli dimostrò a che sorte va incontro anche la regalità, se non è appoggiata dal favore degli uomini, a poco contando il valore e l'importanza.
In effetti, con questo gioco, si dimostra che il re può essere facilmente assediato se non si veglia accuratamente sul suo corretto comportamento e se non è correttamente difeso dai suoi, come si può constatare dalla disposizione dei pezzi e dal modo come si riesce a spiazzarli."
E' curioso osservare come Covarrubias riporti anche l'opinione di Diego de Urrea (che non è per niente un umorista) a proposito del gioco: il suo nome deriva dal persiano, e " in questa lingua si dice sadreng, il prurito incoercibile provocato dalla scabbia, perché i giocatori di scacchi sovente mancano di serenità mentre stanno giocando e tanto interiormente che esteriormente si tormentano e si grattano."
Tutti noi peraltro lo abbiamo notato. Ho un amico avvocato che in posizione difficile si gratta cosi furiosamente e disperatamente, che ha vinto numerose partite abbandonate dall'avversario, mosso a soverchio fastidio o a pietà!
D'altro canto è noto il proverbio spagnolo che pressappoco recita: "mangiare e grattarsi, il tutto sta nel cominciare." (L'appetito vien mangiando).
Ma, al gioco degli scacchi, secondo le cadenze infernali, tipo blitz, che ancora da molti vengono imposte, il grattamento sarebbe molto difficoltoso.
Deve essere per tale decisiva ragione che la FIDE è tornata sui suoi passi riconducendo il gioco a cadenze più consone agli impulsi grattatori.
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