UN VERO INCUBO!
Non molto tempo fa le partite "aggiornate" suscitavano dei sogni notturni sfocianti in veri e proprii incubi.
Raccontò Fischer che nel suo hotel di Reykjavik, durante un sonno agitato, fece quattro sogni differenti di seguito. L'ultimo fu interrotto dal discreto trillo di avviso della reception all'ora della sveglia.
La suoneria del telefono si introdusse nel suo sogno.
L'Arbitro del torneo si mutò in un boia nazista. Fece fuoco su di lui all'altezza del risvolto della giacca e con un revolver munito di silenziatore, sicuramente al fine di rispettare le regole di buona educazione del match.
La maggior parte dei giocatori che hanno vissuto l'epoca d'una notte fra i due incontri dopo un aggiornamento, come fosse un coitus interruptus, hanno avuto il medesimo tipo di sogno.
Consegnare allo studio psicanalitico quest'ultimo è volergli attribuire una falsa interpretazione.
Al contrario può essere molto divertente (e seducente!) fare appello al sovrannaturale o alla magia.
Nella lunga partita dell'Umanità, gli episodi più importanti della sua storia religiosa furono annunciati con dei sogni: il sacrificio di Abramo, la nascita di Gesù o quella di Budda.
Allorchè Dio crea il gioco degli scacchi (o..il giaguaro) ne diviene la causa, senza smettere di essere Dio. Un danzatore di Bali resta lui stesso malgrado i suoi diversi travestimenti.
I sogni sono sovraccaricati di simboli dal contenuto arbitrario, nei loro mendri infiniti.
E dare loro un interpretazione razionale o psicanalitica (con buona pace del dottor Freud) è insensato, in saecula saeculorum!
Con spirito umanitario d'altronde, per evitare forse ai disgraziati scacchisti le drammatiche eperienze del materilizzarsi di spiritelli notturni maligni, o semplicemente per inseguire (vanamente) l'ingresso di cospicui flussi di denaro, spettacolarizzando il gioco, lo si volle velocizzare ai limiti dell'assurdo, tanto da trasformare ogni grande torneo o campionato in una sorta di lippa-rissa-blitz, tanto cara a molti infimi spingilegno!
Ma ormai dal 2001 si è nuovamente assicurato che le partite "vere" si svolgeranno in un tempo più "umano".
Alla fine del XIX° secolo si poteva riflettere su una sola mossa all'incirca per due ore (per essere esatto 1 ora e 55 minuti), come Andersen di fronte a Morphy. Oggi ne nuocerebbe...l'aumento del PIL.
Molti avrebbero voluto fare (e in molti tornei fanno ancora) cadenze infernali, delle intere giornate di allucinazioni, sogni (da schiavisti!)...all'epoca delle 35 ore settimanali!
Un altro ritmo invece è stato il miglior regalo che , bisogna ammetterlo, i FIDEocrati hanno potuto fare ai veri amanti degli scacchi veri per celebrare così il nuovo Mese (il I-MMI per gli intimi) e perchè no? il "nuovo anno" o il "nuovo secolo" o il "nuovo millennio", secondo formule consacrate.
Una speranza si fece strada, non mi stancherò di ripeterlo, grazie al genio precursore di Fischer e del "suo" orologio, con due possibilità intraviste dalle riforme "Shirov" e "Torre".
I meno ottimisti previdero che una partita non si sarebbe potuta prolungare al di la delle due ore. OLA'! Durerebbe più del doppio (al ritmo, per ciascuno dei due giocatori, "di 40 mosse in 75 minuti e 15 minuti per il resto della partita, con l'aggiunta (fondamentale) di 30 secondi per mossa, a partire dalla prima.Gli illuminati d'Illuyminov hanno predetto: "Il nuovo controllo del tempo sarà utilizzato in tutti i tornei con Norme."
Così i grandi tornei si sono già al più presto affrettati per ristabilire il fascino lumachesco dell'ancien régime con partite di 8 ore.
E se gli spettatori desiderano seguire i matchs dei Grandi Maestri, alla faccia della TV, marinino la scuola o chiedano le ferie...
Tanto importante è Chronos!
1 Maggio 2002
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