QUESTI POVERI ZOTICONI D'ESPERTI IN INFORMATICA

John Updike è un appassionato scacchista.
Tuttavia il gioco adesso ( egli ha pressappoco 70 anni) lo turba perché lo obbliga a riconoscere i suoi limiti intellettuali .
Poiché il mio quoziente d'intelligenza è senza dubbio assai inferiore al suo, ma non la mia protervia, solo in questi giorni mi sono reso conto dei miei limiti (assai angusti), arrendendomi definitivamente alla sconfitta, e ho smesso l'assurdo dibattermi nella vana ricerca di migliorarmi. Ho appeso la scacchiera al chiodo. Meglio tardi che mai.
Secondo il personaggio principale del suo romanzo : "Ai confini del tempo"(*) egli pretende che "Dio è un uomo" e più tardi che "l'uomo è un dio".
Poi continua:" Oggi i nostri sapienti ci dicono (.ipotesi dell'espansione relativista, etc.) che tutto è niente."
Sarebbe per tale ragione che costui " evita in genere di giocare."
Suggerisco questo scientifico escamotage a molte nullità scacchistiche che non accettano ancora la sconfitta dopo inenarrabili batoste subite.
Updike scrive più avanti : " Da anni ormai anche i professori dell'Università del Massachusetts sono regolarmente battuti da queste macchine informatiche. Io poi, essendo sconfitto su tutto il fronte da questi poveri zoticoni di esperti d'informatica, forniti dei tipici agili cervelli che abbondano all'estrema periferia Ovest di Boston, ho rinunciato agli scacchi, un gioco che adorai nondimeno nella mia infanzia, quando vivevo ad Hammond Falls, e che giocai contro avversari ancora più deboli di me su una scacchiera posata sul tappeto ovale in "patchwork" di fianco alla cucina a legna che riscaldava la parte posteriore della casa.
Amai tutti i campi - scacchi, fantascienza, cinema, strisce disegnate, che erano estranee a mio padre ed ai suoi pantaloni da lavoro cosparsi di macchie."
Questo personaggio può darsi che abbia finito per comprendere suo padre ed ammettere che "il sole non è altro che una stella".
Io ho esaurito la mia scorta di debolissimi avversari. E' duro tornare a casa pesto e sanguinante e per dessert farsi spezzare le ossa dal più " povero di questi zotici " software di macchina informatica.
Molti continuano, speriamo.
Non si sono ancora resi conto, tenacemente, stoicamente la negano, della loro risibile pochezza.
(" Aux confins du temps" -Seuil, Settembre 2000)