NUTRITI DI TOPI BOLLITI E LITANIE

Dei tre re (alla faccia degli alfieri!) descritti da A.Cheng, quello che maggiormente ci interessa è il re degli scacchi. Ma può darsi un po' di meno che ai suoi compatrioti.
I Cinesi hanno potuto ravvisare in questo monarca senza corona il medesimo tipo dei loro umili cittadini che hanno vissuto i titanici cataclismi dell'ultima metà di questo secolo.
Moltitudini di giovani che si sono nutriti di topi bolliti, di radici, e di litanie sul radioso avvenire.
Spossati dai lavori forzati, o da mesi trascorsi in oscure segrete, desideravano ardentemente di avere il modo di corrompere i loro guardiani.
L'eroe di A.Cheng, il re, è un taoista capace di reprimere le sue afflizioni grazie al suo talento e alla sua genialità di giocatore di scacchi.
I testi che evocano l'assurdità di quegli anni dei Cento Fiori e di mille volte di più di tormenti, nella Cina continentale, sono conosciuti sotto il nome di "letteratura delle ferite e delle cicatrici".
L'Autore dipinge un epoca ch'egli ha vissuto nella sua carne e nella sua anima.
Riesce, con la sua serenità e la sua maestria, a soggiogare i suoi lettori con la dolcezza della sua arte.
E' il miglior contrappunto per guidarci attraverso il cammino dell'inferno (rivoluzionario e culturale!) che fu costretto a subire.
Ne Il Re degli scacchi la serenità regna egualmente sui carboni ardenti Così lotta la gloria nel bel mezzo delle tenebre.