LA STRATEGIA DEL GUFO E DEL FAGIANO

Sovente il campione non vede sulla scacchiera che un intreccio di ombre e di luci .
Evitando la poltrona, sceglie una sedia funzionale per consegnarsi alla gravitazione universale ed allo stile oggi imperante?
Se appartiene alla casta degli kshatriya ( i padri fondatori del gioco degli scacchi) leggerà con naturalezza la narrazione della Bhagavad Gita? Si domanderà se ogni campione è più poeta che...geranio? Perché mai il Poeta ha sì delle gambe ma non delle radici?
Ma che sport, ma che CONI, ma chi si deve permettere di assoggettare un poeta ad uno squallido esame antidoping? Anche senza assurgere alla Bhagavad Gita.
Il primo antesignano sulla scacchiera-mandala fu il re Woo-yi. Egli ebbe il Cielo per avversario. La leggenda racconta che tutti e due scelsero la medesima strategia : si camuffarono in gufo e in fagiano. Il campione amerà ancora anch'egli ai nostri giorni di farsi rappresentare? Prendere le sue distanze senza sfiorare l'avversario? " Pezzo toccato, pezzo giocato."
Colui che riportò la vittoria sul re d'Irlanda ricevette la sua sposa come ricompensa. Ciò accadde a Midir. Quelli erano tempi grandiosi per gli scacchi! La scacchiera era il campo d'azione di potenze cosmiche. Al presente, il campione è risparmiato dalla leggenda? Noi ci serviamo di computer sempre più sofisticati per analizzare una strategia ogni volta più ramificata in microscopici meandri. Ma il gufo e il fagiano s'immergono sempre nelle tenebre e nelle luci.
Questo era un gioco. Come disse S. Dali " un gioco mistico-cosmico-ludico". E aggiunse in seguito, senza "minimalismi" : "L'arte è difficile" "E gli scacchi pure." Poi tutto cambiò, in fretta, continua a cambiare velocemente. Questo gioco mitico e mistico e cosmico dovrà ridursi proprio a livello del "ciapanò" come con truce garbo ipotizza quell'insigne "scrittore" di G.P.Ormezzano? Con l'aiuto dei nuovi magnifici supporti se ne ha la terribile sensazione Lunga vita allo "spingilegno"! Ma ce ne sono ancora?
Chi , ormai troppo vecchio, si ostina a far del romanticismo, viene travolto inesorabilmente dal più infallibile dei "mangiapedoni" di nessun valore scacchistico, allevato davanti allo schermo sfavillante del suo computer personale, con la speranza di diventare presto un "Atleta" CONI con il diritto di farsi esaminare il sangue.