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LA GHIGLIOTTINA DEL RE BRICOLEUR
A Villefranche sur Mer ho udito degli strilloni che passavano tra la folla estiva proponendo ai clienti e ai..rivoluzionari delle ghigliottine in miniatura. Vecchia passione mai sopita dei nostri cari cugini d'oltralpe!
Dei bambini ( cari frugoletti!) se ne servivano, vidi poi sul Mont Boron per decapitare piccoli animali come uccellini, sorci o scoiattoli.
Ne facevano anche dei gadgets per affettare dei frutti, del pane, o rompere delle noci; Sanson, il celebre boia, riuscì a battere un record: 54 teste in ventiquattro minuti. Vampata di follia? E' necessario respingere per buonismo ipocrita tal portentoso primato?
Rita Haiworth (" voglio morire, anche ghigliottinata ") trascorse troppi anni ad essere l'oggetto di controlli e d'attenzioni (attenzione!) da parte dei più brillanti psicologi di Hollywood. In seguito da specialisti della malattia di Alzheimer. Ed infine, di un solo medico : un medico-legale.
Luigi XVI fu dei primi ad interessarsi della macchina che porta il nome, non del suo inventore, ma di Joseph Guillotin, che ne preconizzò l'impiego.
Il Re ne volle migliorare il meccanismo. Giudicava la lama , ricurva, non abbastanza efficace. Egli stesso la perfezionò, applicandovi le sue conoscenze di fabbro ferraio per passione.
Qualche tempo dopo, come in una parabola, poté giudicare di persona l'efficacia dei suoi meticolosi perfezionamenti sull'antica piazza Reale.
Fu in quella sfortunata occasione che Luigi esclamò: "che ghigliottina sono andato inconsciamente a migliorare?"
Altrettanto Reale, Kasparov giudicò, recentemente a New York, il programma del computer non sufficientemente competitivo. Si diede quindi a migliorare il marchingegno mettendo a disposizione il suo indubbio talento.
Dopodiché prese matto dal medesimo a livello "brute force".
Forse sarebbe stato meglio che anche lui avesse prima riflettuto: "Cielo! Non starò forse tagliandomi le palle da solo?"
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