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IL CORPO NUDO DI AGRIPPINA
Secondo Tacito, Nerone, contemplando il corpo nudo di sua madre, che aveva fatto uccidere, "lodò la sua bellezza"; Svetonio poi, afferma ch'egli toccò il cadavere denudato di Agrippina, e descrive la scena della sua morte con dovizia di particolari. Dice che l'Imperatore fece svestire completamente la sua vittima ed esaminandola estasiato esclamò: "Non pensavo che mia madre fosse così bella!"
Ben sovente allorché si immagina questo matricidio, ci si dimentica che l'assassino non aveva che 22 anni e sua madre 43, e quindi era in tutto il suo splendore.
Dopo aver percorso parecchi chilometri a nuoto per fuggire, invano, dai suoi persecutori, una volta giunta a riva Agrippina indirizzò fieramente a loro le sue ultime parole: "Ventrem feri." (colpite al ventre! )
Ed altresì, secondo Svetonio, aggiunse: " Questo ventre che ha portato Nerone. "
Chi non conosce la Storia ed in particolare gli eventi contemporanei, potrà trovar strana la giustificazione che danno di quest'assassinio gli uomini vicini al massimo potere. Quella di Seneca ne: " dei Benefizi" (quale ironia!) non manca di sorprendere. Il moralista, questa volta in veste di filosofo di Palazzo, afferma che " La riconoscenza filiale scompare di fronte a più alte esigenze."
Oggigiorno, il matricidio lascia il posto...al parricidio, nel regno degli Scacchi.
Troppo sovente ormai incapaci di battere Kamsky alla scacchiera, i suoi nemici, Kasparov alla testa, tentano di eliminare il suo disinteressato assistente, il suo paladino, il suo amichevole complice: suo padre.
Come sarebbero felici di colpire Rustam al ventre, o, meglio, ancor più in basso... Le "assisi" delle federazioni e altre associazioni, gli immancabili "cronisti" aggiogati a qualche carro, dicono di lui quello che Seneca insinua a proposito di Agrippina, ch'egli: "costituisce un pericolo per la pace civile." ovvero, per dir meglio: per i loro privilegi.
Ho letto parole quasi incredule (potenza della perfida calunnia..) sulla correttezza esemplare di quest'uomo, su nostri mensili e settimanali stranieri.
Vilissime, come ahimè di frequente purtroppo accade, le ultime dichiarazioni di Kasparov, riportate dal dott. Capece su "L'Italia Scacchistica" di Maggio: "...Kamsky non è un giocatore vero, come lo sono io... E poi ci sarebbe stato il problema del comportamento di suo padre Rustam."
Più ancora che repulsione, questi calunniatori, di cui cadono facile preda stuoli di ingenui scacchisti...informati disinformati, ispirano al giusto solamente pietà e fastidio, come ronzio di mosche dentro un bugno vuoto.
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