|
IL FIUTO DI NEWTON E DI SUA ZIA LEONIA
La zia Leonia si contrariava se lui diceva che era ammalata, ma altrettanto se affermava che non lo era.
Suo nipote la rassicurava e la consolava suggerendole che lei conosceva così bene il male di cui soffriva che sapeva altrettanto bene come combatterlo.
Si può quindi affermare che zia Leonia ( ancora in buona salute ) scoprì le sue malattie come Newton la teoria della gravitazione universale. " ci pensavo continuamente " ( disse Newton ).
Ci pensava? Ma a cosa? Che cosa avevano dunque " visto" Newton e sua zia Leonia quando in verità non avevano (giustamente) ancora visto nulla?
A posteriori , possiamo sempre annunciare le nostre.scoperte. A Madrid, L'Automa giocatore di scacchi, di Torre Quevedo (1881), diceva, grazie a un Grammofono, " scacco e matto " nel momento stesso che la macchina batteva il suo avversario. Canguilhem immagina un apparecchio che grida " Eureka " ogni volta che trovassimo una soluzione.
A scacchi possiamo dedurre la strategia che avremmo dovuta seguire, non dalle vittorie ma dalle disfatte. Non vi sono vittorie puramente obbiettive. Rimane sempre un elemento soggettivo, irriducibile. Gli errori sono anteriori alla perfezione, la tecnica precede la scienza. Questo avviene a tutti i livelli. E' corretto sportivamente colui che lo riconosce.
La conoscenza filosofica si sforza di afferrare una realtà che sopravanzi il sapere scientifico. Ricerche ritenute assurde sono il trampolino di partenza delle più sorprendenti scoperte.
Così susciterà sempre maggiore ammirazione il fiuto ( filosofico? ) di un Tal, la combinazione pirotecnica (e a volte tecnicamente non perfetta ), che ci induce a gridare con Canguilhem "Eureka!", che la scienza, la tecnica raffinata di un Botvinnik o di un Karpov, che, appunto, se il nostro è un gioco, ci può lasciare ( ingiustamente ) indifferenti come innanzi alle raffinate equazioni di un insigne scienziato.
Un affascinante brano scacchistico è contenuto nel recente volume di Raul Montanari Un bacio al mondo (Rizzoli ), intitolato La Sconfitta.
E' la sconfitta di Botvinnik contro Tal, appunto, nel campionato del mondo del 1957.
E' il fiuto di Tal che ha il sopravvento sulla tecnica assoluta dello scienziato. Come quello di Newton e. della zia Leonia. Scrive Montanari:
." Si fregò le mani sulla faccia, lentamente. Quindi riaprì gli occhi, ritrovò davanti a sé la scacchiera intatta e virginale. E, senza alcun preavviso, la vide.
Perché era lei, stavolta.
La combinazione inaspettata, inconcepibile.
..tanto assurdo ed estraneo alle leggi del gioco che nessuno- se non lui - avrebbe potuto anche solo immaginarlo.."
Forse i geni possono dunque vedere, e non soltanto a posteriori.
|
|