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DA MARTE A VENERE
Ah! Queste guerre sanguinarie! A proposito di carneficine, leggo in Primo Levi: "Al di sotto di questa o quella battaglia si aggirano battaglie sepolte. Come in una partita a scacchi ogni diversa disposizione di pedoni, di re, di regine, torri, alfieri e cavalli si nascondono migliaia di partite non andate in porto, ma solo sognate dai giocatori, ma scritte nel cervello dei giocatori e raschiate via come da una pergamena".
Con quale nostalgia guardo i ricordi di altre e passate scaramucce di cui fu teatro il vecchio elegante bar sotto i portici (la cosidetta Passeggiata di Venere, ove transitavano ragazze bellissime pur senza impianti di silicone).
Durante qualche anno ho partecipato, pressoché ogni giorno, in questo caffè, alle riunioni di gruppi di ferventi scacchisti.
Parlavamo (o discutevamo!) ovviamente di scacchi, ma anche di letteratura, di poesia, di pittura, di filosofia.
Qualche volta l'amabile sorriso di qualche amico, o il mio, si trasformava in accessi di autentico furore.
Vi era ancora dell'idealismo. Un pittore surrealista era convinto di cambiare il mondo. Si sognavano rivoluzioni nella scienza, nelle arti, nella filosofia.
Ora, chiusi nelle loro abitazioni, si comunica scabramente via e-mail, ci si rivolge un faticoso saluto, sopravvivono veloci e cattivi pettegolezzi di uomini che vivono di invidie e frustrazioni naturalmente condite da boria e arroganza.
Non vi è più voglia e tempo per divagazioni profonde, si attende, timorosi, la rivoluzione telematica, già in atto. Le prime pubblicazioni, le più deboli, le meno diffuse, già hanno chiuso i battenti. L'insuccesso brucia, ci si accontenta di propalare notizie fasulle come fasulli sono gli uomini che lo hanno subito.
Così, a volte, malgrado tutto, malgrado non sia bene e a nulla sortisca, vado a sbattere contro questi ricordi.
Ed ora, che tanti anni sono passati, mi domando se sotto quelle vitali, stupende lotte intestine come mi dice P Levi, non si aggirassero battaglie insepolte.
Ormai viviamo solo più di battaglie virtuali, che non potranno fare alcuna altra vittima che cadaveri prelibati.
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