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UN BAULE DIVENUTO UN COFANETTO PORTAGIOIE
Monotono ma eterno campione! Senza brividi d'ammirazione sublime che dir mai ancora di lui?
Karpov, approfittando dell'assenza di Kasparov, Kramnik, Kamsky e quant'altri, aiutato dalla buona sorte a cui s'affida il cosidetto gioco lampo, assai più parente della roulette da casinò che al gioco degli scacchi ,dalle sue innegabili doti tecniche, con l'aiuto politico (che maestro!) dell'imperatore di Calmucchia e del suo algido sistema nervoso siberiano, si è ancora saldamente assiso sul trono dorato del campione mondiale di scacchilandia.
Con la sua eterna, inossidabile Caro-Kann, che tante preziose gemme ci ha donato, gonfio e tronfio, se ne sta signorilmente a cavallo o assiso sul suo trono placcato oro, continuando a far parlare i media e quindi il mondo intero delle sue imprese scacchistiche. Quanto gli debbono gli scacchi!
Al termine dell'altro campionato del mondo, dopo aver battuto Boris Gelfand, ha scritto a un altro Boris, a Eltsin: " Gli organizzatori ufficiali e le stesse strutture presidenziali stanno lavorando su questioni d'ordine puramente sociale...Questo è precisamente ciò che si è sforzati di evitare in questi ultimi anni...Si è tentato di legittimare i colpi mortali portati da Kasparov all'attuale Federazione...Ho numerose prove che i regolamenti scritti non valgano per nulla per il signor Kasparov. "
I suoi...amici replicano affermando che Karpov agisce all'incirca allo stesso modo quando fu ed è lui a dominare nella suddetta Federazione.
" Si dimentica così in fretta dei tempi in cui faceva (e fa) il bello e cattivo tempo?" ha domandato un GM allegrotto.
E perché mai, in fin dei conti? La memoria è una ben curiosa cosa, la cui complessità è stata messa assai bene in luce da Gerald Edelman nel 1978, sei anni dopo aver conseguito il Nobel per la medicina...ma che, tre secoli prima, Thomas Hobbes aveva già presentito quando affermò nel suo "Leviatano" : " L'immaginazione e la memoria sono una sola e sono la stessa cosa di cui i molteplici volti portano dei nomi multipli ".
Edelman ci rassicura quando ci dimostra che la memoria non funziona come quella d'un computer. Non ci mancherebbe che questo! Più come dei maghi che come dei prestigiatori noi reinventiamo il nostro passato...ed allo stesso modo siamo capaci d'amare. In realtà , siamo soltanto adatti ad estrarre dal baule della nostra memoria dei ricordi assai differenti da quelli che vi riponemmo... e a volte di trasformare il baule in gabbia o...in un cofanetto portagioie.
Poiché ogni persona è unica, e così pure un campione del mondo di scacchi, i ricordi sono delle creazioni della sua memoria.
Questo ornamento svolazzante, intrecciato di stimoli, al confine tra esattezza e chimera.
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