ECCITAZIONE TECNOLOGICA

Ma sentono ancora gli uomini l'assenza di stelle, la mancanza d'amore?
Mentre si svolgeva, in tempi ormai remotissimi , lo (pseudo)campionato del Mondo di scacchi a New York, ho sentito per la prima volta vantare i meriti dell'ultima panacea alla moda, la melatonina, che molti pretendono essere più efficace del... Ginseng, del vecchio Proton di mia madre, o del glorioso Gerovital della mitica romena, la dottoressa Aslan.
Pragmatico, Petronio racconta che consultò una vecchia stregona per guarire di una sua languida impotenza.
In mancanza di Melatonina,dopo essersi affidata ai riti più disparati, la vecchiaccia si diede a manipolare con tutta l'anima il pene dell'autore del Satyricon, finché il nervus riempì abbastanza bruscamente le mani della stregona: " Vedi un po, dunque, che lepre ho catturato." in latino lei disse excitavi.
L'"eccitazione" era, allora, un termine tipico d'uno stato d'animo legato alla caccia, come del resto la maggior parte degli scacchisti ancora avverte, con un brivido adrenalinico. Tutti conosciamo cultori del "gioco più violento della terra" a cui questi brividi risultano ormai dannosi ed insostenibili.
Un amante del gioco, il monaco spagnolo Tirso da Molina, è il creatore del personaggio di don Giovanni.
Il primo don Giovanni fu una sorta di bracconiere, un truffatore.
L'opera teatrale che lo nomina per la prima volta è intitolata: "Il truffatore di Siviglia e il convitato di pietra".
A costui poco importa, pur di sedurre la sua preda, di doversi far passare, per riuscirci, complice l'oscurità, per il fidanzato della donna da ingannare.
Tristemente bisogna constatare che la maggior parte dei Grandi Maestri di oggi devono compiere lo stesso ragionamento per avere il coraggio di giocare sfilze di scialbissime partite patte, pur di conservare quantomeno intatto il loro feticcio adorato: il loro coefficiente Elo. Solo un ammiratore fanatico o un loro squallido epigono potrebbe giudicarle eccitanti.
Così pure dovette pensare Kasparov il grande, a New York, che , pur di conservare il titolo di fronte ad Anand, 6° giocatore del mondo, si adattò anch'egli ad interminabili penosi 13 pareggi che lui solo poté giudicare "eccitanti", e che io stesso, assistendo a due di queste partite dovetti sorbirmi, più soporifere della melatonina (l'ormone della notte e del sonno sicuramente ).
Sino a giungere al massimo dell'ignavia e della follia, nel confrontarsi, deificandolo o esorcizzandolo irridendolo come "velocissimo idiota" con lo scialbo supremo: un ammasso di silicio e circuiti integrati. Tutto ciò sull'altare del dio supremo, figlio del progresso tecnologico: il denaro.
La ferrea, vastissima conoscenza d'ogni piega del gioco, immensa ma pur finita, prevarica ormai l'innato genio giovanile. Giungono, Topalov, Kramnik, il povero Kamskj, fino al cospetto del computer umano, Karpov, e vengono impietosamente, piattamente, passati per le armi.
Naturalmente io stravedo per i geni maledetti, avversati dalla vita, dall'establishment, in lotta solitaria contro tutte le nomenclature, gli opportunismi e i conformismi, ma ancora una volta ha ragione Lui, Fischer il grande. La teoria stucchevole ha raggiunto vertici insopportabili per chi, come Kamskj, voglia pure laurearsi in Medicina. Il fascinoso talento è in second'ordine. Bisogna rivitalizzarlo. E' probabile che Karpov vinca anche cambiando disposizione ai pezzi. Ma ho profondi dubbi.
Per ora purtroppo l'insulso dilaga e falangi di poco dotati proseliti spingono pezzi rigorosamente di plastica vuota con falso feltrino alla base, senza coraggio, senza eccitazione, cauti e tremanti dietro i loro artistici stonewall, attenti sopratutto al loro Elo..sociale, timorosi di perdere, anche ai più bassi livelli.
Addio per sempre homo ludens, addio antichi, maledetti, eroi del passato!