MELODIE SEGRETE

Borges, in un sonetto, afferma che è Dio che "muove" il giocatore come fosse un pedone.
A questo proposito, dopo le recenti peripezie della Storia, è curioso osservare il numero di giocatori che subitaneamente si sono messi a credere in Dio...Karpov in testa, proprio quando Fisher, genio controcorrente, così fervido credente negli anni in cui nessuno più lo era, è divenuto agnostico.
E' un fenomeno dilagante anche in altri sportivi. Durante i recenti mondiali di calcio ho visto più segni della croce che entusiasmanti partite. Ma in effetti anche gli appassionati di scacchi possono essere interessati dai rapporti tra azzardo e determinismo, e così, con le loro differenti opinioni, alimentare la controversia in cui fu coinvolto il matematico Renè Thom, autore della "Teoria delle Catastrofi".
Per Thom, se la natura della scienza è di formulare delle leggi, ogni studio scientifico sfocerà fatalmente in formulazioni deterministe. Ma, se il libero arbitrio e la libertà delle nostre scelte possono sembrare illusori oggidì perfino a tanti uomini di scienza, possiamo allora stupirci se un campione di scacchi crede nella predestinazione su cui si basano tutte le religioni? Dio deciderà dunque non solamente chi dovrà essere "salvato" ma anche a chi ( e quando ) attribuire il talento necessario per conseguire la vittoria?
Non è certo di questo avviso, l'ultimo dei deterministi accaniti, il signor Polgar, convinto di essere in grado di fare anche d'una scimmietta un GM.
Nel 1960 per il Campione del Mondo, Tal, si parlò di "Melodia segreta" e ci si stupì enormemente quando egli affermò che l'efficacia dei suoi colpi era dovuta in gran parte al suo potere...d'ipnotizzare i Pezzi avversari. Molto più prosaicamente, fra i vari incidenti intercorsi a Baguio fra Karpov e Kortchnoi, si disse che un parapsicologo, elevato alla categoria di mago, ipnotizzasse uno dei due giocatori.
Attualmente, dopo la caduta del Muro, noi assistiamo, non solo nel mondo degli scacchi, ad una rinascita della religiosità. Parallelamente anche la spiritualizzazione della scienza è tutta percorsa da audaci ipotesi di qualche ricercatore contemporaneo, come l'astrofisico Michel Cassè, che ingiunge biblicamente: "Non guarderai giammai la cosmologia come una teologia in via di guarigione". e in seguito si domanda più classicamente: " Perché vi é qualcosa piuttosto che niente? " ( Del Vuoto e della Creazione ).
Gustav Theodor Fechner, un secolo fa, credette che i corpi celesti avessero un'anima, e stabilì la formula "esatta" grazie a delle tavole logaritmiche, dei rapporti tra le sensazioni e le stimolazioni fisiche. Queste fantasticherie metafisiche non meritano ai giorni nostri che qualche ironica considerazione, del tipo di quella famosa dei positivisti, che: "il bisturi non ha mai trovato l'anima", ne, per conseguenza, incontrato Dio.
Aristotele, d'altro canto però, nella sua "Metafisica", evoca con rispetto i pitagorici, che "supposero che il cielo tutt'intero fosse una melodia musicale".
Ed ecco che ai dì nostri un astrofisico, non un astrologo, di fama mondiale, Trinh Xuan Thuan, intitola il suo libro di iniziazione..."La Melodia segreta"!
Chi dunque può più esser certo che non avesse ragione Tal? Che si possa irridere così facilmente Leonida Yudashin che pur giocando con notevole brio, il Sabato si rifiuta di annotare le mosse come esige la FIDE, o Maya Ciburdanidze, che senza chador sul capo non si siede al tavolo di gioco? o il signor Baggio che cade in ginocchio sul prato mormorando: Budda ti ringrazio?
Purtroppo con la rinascita della religiosità già presagita da Testori: "Il XXI° secolo o sarà religioso o non sarà", in Luglio la Chiesa anglicana nel suo sinodo ha stabilito che "Dio non è più maschio". Ci mancava solo più questa. Signori miei, d'ora in poi il tenersi le mani ove le pongono i calciatori in barriera sui tiri di punizione dal limite, temo diventerà sempre più un imperativo categorico. Brutti tempi nonno Giacobbe, brutti tempi.
Basta così, allontanandomi un pò dal ristretto mondo della scacchiera e del nostro piccolo pianeta , sotto il sole di Agosto, con sul capo un cappellino (preferibilmente bianco ), è giunto il momento,dopo essermi letto "Dal Big Bang ai buchi neri" , (che nulla hanno a che fare con quelli che io lascio sempre sulla scacchiera), di divorarmi golosamente "Inizio del tempo e fine della Fisica" ed in ultimo "Buchi neri e Universi neonati" . Non li ha scritti Nimzovitch e neppure Ponzetto, ma uno dei massimi geni viventi: l'astrofisico Stephen Hawking. Forse non interessano. Certo a settembre non giocherò meglio, ma il mio concetto di Spazio e Tempo sarà più vasto. E più rasserenante.