BELLA COME UNA SIMULTANEA

" Bella come una simultanea ": così si intitola l'articolo di Kundera sulla lunga estate.
Milan Kundera è un amante degli scacchi ed in tutti i suoi libri appare l'ombra della scacchiera.
Nel suo scritto : " Incontro di un ombrello in perpetua erezione e di una macchina per cucire uniformi e lenzuola ", egli ci sussurra: " Ho amato ciò che per convinzione ( e per natura ) non avrei dovuto amare ". A dir il vero con Kundera ( come con un Morphy o un Philidor sulla scacchiera ) capita qualcosa dello stesso genere anche a noi . Sovente, proprio grazie alla loro finezza, si percepiscono delle sfumature che non si erano ancora notate .
Don Milani descrive come un dono del romanzo quello in cui " la parola dell'autore si affaccia dietro la scrittura "... Da Boccaccio a Moravia, da Rabelais a Sterne " scrivendo l'autore parla al lettore " .
E' per questo che negli scacchi i veri Maestri condannano l'intervento del computer, parossismo estremo di una scrittura senza voce, senz'anima, senza fantasia.
Le mezze lune del pittore martinicano Ernest Breules, osserva Kundera, fluttuano sulle acque della notte tali e quali alle gondole, le loro due corna puntate in alto. E' che la luna dei Caraibi non è guerriera come in Europa. Dolce è anche la luna, ai Caraibi. La luna europea sembra ad un falcetto, una bestia selvaggia pronta a balzare. Chi ha molto viaggiato ha notato questa stupefacente differenza, tranne certo coloro, la maggioranza, con l'occhio sempre attento al portafoglio soltanto. Grazie allo scrittore noi scopriamo cose evidentissime ma dissimulate.
Nello stesso modo, grazie ad un genio scacchistico, il colpo perfetto balza, evidenziandosi, dal labirinto oscuro di povere analisi.
Ecco perché Rimbaud scriveva " bisogna esser veggenti, bisogna farsi veggenti " .
Ecco perché , in genere si attende che i poeti siano morti per dar loro ragione o semplicemente per ascoltarli. Quando li abbiano ben spiegati e non disturbino più, inquietanti, la generale pochezza. Mentre vivono è conveniente tenerli a dovuta distanza , perché sono capaci di dir la verità o di proporre cose che, per i loro fratelli terreni, non sembrerebbero che delle chimere.
Per Ungaretti il poeta è il vero Dio. Rimbaud, Jacopone da Todi, Campana, Montale, sono Dei. Uno come loro manca in tutte le mitologie. Perché furono create dagli uomini.
I mitici geni della scacchiera sono simili al poeta . Essi sanno vedere di più e più in là di qualunque altro . Il loro fine unico è la creatività, nella pura astrazione pur così legata alle cose terrene.
Poeti grandi e poeti piccini. Alekhine e Karpov, Fischer e Kasparov .