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LA SUPERDOTATA E IL TRUFFATORE
Lancillotto del lago, l'eroe del poema cavalleresco in ottonari di Chrétien de Troyes, scritto nel 1168, allorché in una certa occasione, si trovò lontano dalla sua amatissima regina Ginevra, sposa del leggendario re Artù, riuscì ad accorrere al suo fianco col pretesto di essere stato invitato a giocare a scacchi.
D'altra parte, anche Tristano e Isotta s'innamorarono disputando una partita sulla scacchiera.
Allorché al cavaliere Ugone di Bordeaux punse vaghezza di lanciare una sfida al re Yvorin, costui accettò a condizione di fargli giocare una partita a scacchi con la sua invincibile figlia: "Se lei vince, voi perderete la vostra testa, e se voi riuscirete a darle scaccomatto potrete passare una notte nel suo letto, prendendovi con lei ogni sollazzo che più vi aggradi." Quel che il re non aveva però previsto fu che sua figlia si invaghì perdutamente del cavaliere e si lasciò facilmente vincere. Con gran soddisfazione per entrambi.
Dal che si deduce che in Francia, già in pieno 200, le donne giocavano assai bene a scacchi, ( è la necessità che aguzza l'ingegno! ) e godevano di una ragguardevole giocosità erotica.
A Linares, nel mese di Marzo, la giovanissima superdotata ungherese Judit Polgar si è rifiutata di rivivere la leggenda medioevale.
Al suo rivale Kasparov che rimbrottava, durante la mattutina colazione in albergo, il suo stile di gioco, lei, guardandolo fissamente negli occhi, rispose: " Io gioco come mi pare e piace. E ne ho piene le tasche che voi mi trattiate come una monelluccia."
Durante la partita che in seguito li ha visti affrontarsi, e dopo un colpo perdente in cui un cavallo era stato posto in una casa in modo avventato, Kasparov non avrebbe avuto altra soluzione che l'abbandono.
Per ritrovare sorriso e salute, Il grande Kasparov si erse allora nella sua indiscussa possa di grande genio e sportivo: eseguì infatti il peggiore degli imbrogli sulla scacchiera: cambiò casa al cavallo.
Mettendo in campo la sua tracotanza di capitano di lungo corso, si immaginò infatti, ed a giusto titolo, che le flebili proteste della sua giovanissima avversaria non avrebbero avuto soddisfazione alcuna dal giudice di torneo.
Con questa frode Kasparov ha dimostrato che anche negli scacchi, come affermava l'antico proverbio malese: " Il diavolo la sa più lunga perché è vecchio, non perché è il diavolo."
Peccato però che oggi anche i vecchi e saggi proverbi, come i vecchi diavoli truffatori, debbano render conto a questo orribile mondo ..teletronico: il fattaccio è stato interamente ripreso dal freddo e impietoso occhio delle telecamere e fissato su videotape.
Non vi è proprio più religione.
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