|
CAVALLE ANDALUSE
La "panspermia" è l'arte di procreare senza maschio. O per lo meno in vitro,senza il bisogno di vedersi e di conoscersi.
Nel III libro delle Georgiche , Virgilio racconta che " le cavalle andaluse respirano lo zefiro dell'alba. (...) grazie a ciò e per un effetto prodigioso , rimangono gravide senza copulare, sotto l'influenza del vento ".
Dopo di lui, per lungo tempo oltre il Medioevo, "illustri" scienziati, ma a maggior ragione, infidi legulei dell'epoca, dettero credito alla fantomatica aura seminalis, che si introduceva da finestre tenute improvvidamente socchiuse, per merito della quale inconsapevoli damigelle si ritrovavano madri di rubicondi pargoletti.
Nel 1637, il parlamento di Grenoble dichiarò innocente Maddalena d'Automont d'Aiguemère dal delitto d'adulterio. In effetti "s'era immaginata in sogno il diletto marito (assente e lontano da ormai quattro anni ), (...) provando le stesse sensazioni di concepimento e di grossezza ch'essa aveva potuto provare in sua presenza".
La nascita con l'aiuto della provetta suscita in fondo la stessa incertezza, perché affidiamo le nostre speranze alla titanesca tecnologia.
A partire dall'ultimo secolo, il mondo degli scacchi ha preso l'abitudine di realizzare una prodezza dello stesso genere. Quando batte l'ora di scegliere il campione del mondo, non si fa appello ai migliori giocatori : Morphy o Capablanca.
E tutti noi abbiamo ben presenti alla memoria esempi molteplici e più recenti. Come se ciò non fosse sufficiente Kamsky ( o Kasparov ) non ci saranno a Groninga per disputare il prossimo "campionato".
Ben presto si nominerà il nuovo "campione del mondo" in vitro e così, d'un soffio, spariranno la poesia , la creatività, e il gioco, e si sparpaglieranno nel nulla, con lo zefiro (inquinato e irrespirabile), come i tenui impalpabili ciuffi del vaporoso, bianco, tondeggiante tarassaco, quando bambini, vi si soffiava appunto sopra, nei verdeggianti prati.
|
|