QUELLI CHE GLI SCACCHI.

L'immoto e plumbeo stagno del nostro scacchismo, tomba glaciale per buona parte dei capaci e rari entusiasti che tentino di smuoverlo, e nel cui violaceo cielo svolazzano gracchianti in perpetuo stormi di funeree cornacchie sapientone, è stato centrato nel mezzo da un masso di proporzioni magrittiane, che ha sollevato un'impetuosa e vivificante ondata, e sono certo che i concentrici e centrifughi cerchi che ha posto in moto rimangano e si propaghino e diano frutti ancora negli anni a venire.
L'impegno innovativo di estendere il microcosmo scacchistico oltre alla pura competizione, alla cultura, all'arte, ruotanti intorno al nostro nobilissimo e millenario gioco è stato addirittura provocatorio, ma ha avuto pieno successo. Grazie alla superenergia sprigionata da tanti volonterosi, tutti caricati con pile superalkaline extradryenergizer.
Grazie allora a tutti, a nome di coloro che amano gli scacchi.
Ma soprattutto e tutti bisogna rendere il giusto merito a Michele Cordara per avere condotto a termine con grande competenza e impegno, e con autentica
professionalità questa importante e per molti versi rivoluzionaria manifestazione scacchistica.
Non è stata certo cosa da poco portare a compimento questa costosa e variegata impresa.