ANGELI E FANCIULLI

Forse un angelo custode è al fianco dei giovani talenti. La sua baluginante spada è posata sul loro capo.
I fanciulli prodigio, negli scacchi come nella musica, sono delle commoventi bizzarrie che sorprendono ed incantano i nostri romantici sogni di favolose avventure, malgrado la frequenza con cui si producono.
Ma, confessiamolo, Mozart, Mendelssohn, Fischer, Resewskj o Judith Polgar, sono poi infinitamente progrediti nel corso degli anni.
Moran asseriva "Quel che importa è di giungere ad essere un prodigio da adulti e non durante l'infanzia".
Dalì, dal canto suo, aborriva queste forme creative premature e affermava che solo "Cezanne disegnava meno bene dei fanciulli prodigio".
Durante il torneo di Linares, nel 1981, Nigel Short, allora piccolo prodigio inglese, fu al centro di animate discussioni dopo il suo sensazionale trionfo al BBC Master Game. Partecipavano solo giocatori fra i migliori al mondo, Byrne, Gligoric, Hort, Miles, Larsen, Donner, Schmidt, tutti GMI...eccetto Short.
Egli è stato all'apparenza battuto in modo assai duro da Kasparov,il chiacchierone.
Ma appena si esaminino le partite del match mondiale di Londra si può con stupore constatare quale è stato dei due il giocatore più brillante e creativo. In effetti Short ha battuto più volte Karpov nell'arco di pochi incontri di quante l'abbia piegato il genio azerbaigiano in centinaia di stucchevoli partite a fotocopia. Una fitta tela di ragno, di povertà di carisma, ha circondato per noiosi anni questi campioni di stabilità, fortuna e conformismo. Preghiamo Caissa che, apertasi una finestra, entri un po di aria fresca e che il freddo occhio di molte telecamere si diriga sulle nostre scacchiere.
A Dortmund, Short e Kasparov si misurarono la prima volta, durante il Campionato del Mondo juniores del 1980 e loro, che allora simbolizzarono l'ultima generazione, ritrovatisi di fronte nel 1993, non più fanciulli prodigio, ma infinitamente progrediti e maturati negli anni, non sono riusciti a smuovere la morta gora ove da troppi anni vegeta la qualità del gioco in cui l'hanno precipitata i due K.
E non certo per colpa del biondo ex fanciullo prodigio britannico. Urgono alle porte numerosi giovani talenti. Che un cherubino con una spada protegga il nostro Giardino fatato da scialbi personaggi senza volto. Così scrivevo, ma il cherubino temo si sia addormentato.
A tutti son note ormai le patetiche vicissitudini del despota Campomanes e dell'ennesima restaurazione dell'eterno Karpov. Finchè la FIDE godrà delle amorevoli cure dell'astuto Presidente per gli Scacchi vi saranno solo grigie primavere, e l'angelo custode dei giovani talenti continuerà a sonnecchiare.