DIETA VEGETARIANA

Svetonio afferma che l'imperatore Augusto amava succhiare dei cetrioli, e Plinio, che Tiberio ne mangiava tutto l'anno.
Il famoso thermos di Botvinnik, che l'accompagnava durante il campionato del Mondo di scacchi, conteneva pur'esso del succo di cetriolo.
" Il cetriolo rafforza l'intelligenza " mi dicevano i miei nonni quand'ero piccino. E' però preoccupante e singolare che per i francesi "cetriolino" e "cetriolo" significhino pure "imbecille, babbeo, testone". Del resto per gli italiani, sempre esagerati, si sa, lo stesso significato hanno le sorelle più grandi. Zucca e zuccona.
Eppure la Columbia University ha recentemente stabilito (ristabilito?) che il cetriolo non solo aumenta la concentrazione di certi giocatori di scacchi, ma ne guarisce pure qualcuno dai loro mali.
Nel Medioevo si supponeva che calmasse la febbre.
E già la medicina salernitana stabiliva che "se un poppante ha la febbre, bisogna tenergli accanto un cetriolo della medesima lunghezza e lasciare che s'addormenti, perchè il calor febbrile si trasferirà nel cetriolo."
Ciò che piace nel cetriolo agli scacchisti è la sua fecondazione incrociata: questo legume dispone di fiori maschi e di fiori femmina e di conseguenza d'una pianta "Signor" e d'una pianta "Signora", per la grande soddisfazione di Fine e delle sue teorie psico-scacchistiche.
Anche la Bibbia ci regala un frammento prestigioso dove si gusta del cetriolo.
Gli ebrei perduti nel deserto si lagnano con Mosè: "Non abbiamo che manna...ah! Se potessimo mangiare dei cetrioli." Cosa che, detto per inciso, fu un primo embrione della teoria della relatività.
Le lenticchie erano uno dei principali e preferiti piatti della cucina gallo-romana, e, scavalcando i secoli, godono ancora di vasto favore almeno la sera di capodanno.
Agli Ateniesi del secolo di Pericle le lenticchie, queste minuscole sfere, servivano come...schede elettorali!
Durante il medioevo furono in gran parte sostituite da una forte simpatia per le fave, con relativi disturbi. (Troppa fava molta bava.) Dal largo consumo che si fece di fagioli in Toscana durante il Rinascimento l'illustre endocrinologo e fisiologo Nicola Pende fa addirittura dipendere il proliferare lussureggiante di uomini di genio.
Sul nutrirsi di lenticchie insisteva il mitico professor Muggia, che non si stancava d'esortarmi: "mangia molte lenticchie e avrai molta memoria".
Leggo che per Gata Kamsky cibarsene equivale a un ricco festino. Sarà per questo che è uno spettacolo vederlo giocare in simultanea alla cieca senza altro appoggio che quello della sua prodigiosa memoria! Modesta e mal amata facoltà, malgrado sia l'artefice più precisa e preziosa al servizio dell'intelligenza.
Che sia la mancanza di lenticchie, cetrioli e fagioli la causa della mancanza di memoria e di immaginazione della nuova generazione?
Potrebbe sostituire i pezzi degli scacchi con questi legumi.
Per re il Signor cetriolo e per regina la Signora cetriolo, le fave per cavalli, i fagioli per veloci alfieri e zucchini per torri. E i pedoni, i pedoni! Tutte lenticchie.
Mangiando i "pezzi" aumenterebbe, penso, perfino il suo monotono e scarno vocabolario.
Nel corno dell'abbondanza delle "Mille e una notte" vi sono moltissime lenticchie.
L'abbondanza e il suo corno (la "cornucopia" ) ai giorni nostri non si riempiono che di sciocchezze, perdendo così ogni significato e ragion d'essere.