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LA GIOCONDA GHIGLIOTTINATA
Bill Gates, proprietario della Microsoft, non ha acquistato i quaderni di Leonardo da Vinci per bruciarne la metà durante il trasporto.
L'Arconte eponimo ( il..Sovrintendente allo spettacolo ateniese ) non faceva rappresentare le tragedie di Eschilo, seppellendo quelle di Sofocle e di Euripide. Gli editori delle Opere complete di Cervantes non hanno soppresso il Don Chisciotte dalla loro pubblicazione. Il Teatro Nazionale di Londra non rappresenta " Romeo e Giulietta" senza Giulietta. E il Sovrintendente alla Scala non metterebbe in scena la "Traviata" senza Violetta.
Eppure la Microsoft ha pensato (bene) di sponsorizzare soltanto il campionato del mondo tra Kasparov e Anand, boicottando giocatori come Salov, e abbandonando quello autentico della FIDE tra Karpov e Kamskj ad un incerto ed avventuroso destino.
Il deus ex machina in negativo di tutto ciò è il genio politico di Kasparov.
Sarebbe tempo che la bruma fiammeggiasse di luce e che finisse questo oscuro periodo di dispotismo, di boicottaggi e divisioni in questo che si presume essere "il gioco dell'intelligenza" e che ebbe per motto un risibile: "Gens una sumus".
Questo Kasparov che mi pare possa avere qualche legame comparativo con Marco Aurelio Antonino, successore di Macrino. Mi rammento che gli amici dell'Imperatore non lo soprannominarono, all'inizio del suo regno, l'Azerbaigiano, ma, affettuosamente, l'Assiro o il Sardanapalo.
Costui, come oggigiorno il campione di scacchi, ebbe sinceramente una così alta considerazione di se stesso che lui medesimo si battezzò: "Il Fecondo", "L'Equanime", "Indulgentissimus". Tuttavia, dopo la sua morte per mano dei suoi pretoriani, i Romani, furiosi, lo chiamarono "Tiberinus" ( colui il cui cadavere fu gettato nel Tevere), o "Tractacius" (colui che fu trascinato, morto).
In realtà quand'egli entrò in Roma nel 218 tutti lo acclamarono al grido di: "Eliogabalo". Fu un giovane vincitore, come Kasparov nel Novembre 1985.
Conduceva un carro trainato da quattro cavalli bianchi, (il campione 2 bianchi e 2 neri), ricevette dei petali di fiori che i Romani, conquistati, gli lanciarono con ammirazione. Come Kasparov il giorno della sua prima vittoria, Eliogabalo fu incoronato di alloro.
Qualche anno più tardi la furia fu tale che il suo nome fu abraso, cancellato dalle statue, i suoi monumenti distrutti, e i suoi amanti...demascolinizzati.
Il campione russo Salov, fra gli altri, afferma: " Non amo vivere sotto il tallone dei dittatori. "
Il gran cerimoniale del potere assoluto genera dispotismo ed ingiustizia. E' mosso da una molla, senza bisogno di particolare talento: la cieca ambizione.
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