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L'ALFIERE NERO dello ZIO TOM
L'Alfiere nero dello zio Tom. Quale gioia, per un appassionato, scoprire un racconto come " L'Alfiere nero " dove nelle prime righe si legge: " Colui che sa giocare a scacchi prenda una scacchiera, la disponga ben in ordine a lui dinnanzi e s'immagini ciò che inizio a descrivere".
L'autore di questo lungo racconto è Arrigo Boito, niente di meno, colui che scrisse anche i libretti di due capolavori di Verdi: Otello e Falstaff.
Come se tutto ciò fosse trascurabile, a tempo perso, egli compose musica: l'opera Mefistofele.
Chi non ricorda l'aria famosa : "L'altra notte in fondo al mare"?
Questo turbolento figlio d'un pittore italiano e di una contessa polacca scrisse "L'Alfiere nero" commosso per la guerra di Secessione.
In questo testo, la partita oppone un razzista " dalla barba bionda e dai baffi rasati, come è la moda per molti americani" ad un Nero, " Il più compito dei gentiluomini di questa terra". Anderson in faccia a Tom. I pezzi bianchi contro i neri. " Uno combatteva la battaglia di Waterloo" vista dalla parte inglese, l'altro, " la rivoluzione di San Domingo" che scatena un mulatto per liberare i suoi fratelli di colore. Anderson, pieno di tracotanza, crede che malgrado " la tattica selvaggia del Nero" vincerà, poiché " non può essere battuto da uno schiavo ".
La fine della partita si risolve con un colpo di teatro superbo...e così morale!
Ho scoperto questa magnifica, romantica novella edita recentemente in francese dalla casa francese Actes Sud . Quasi impossibile trovarla in italiano, lingua in cui pure fu scritta! Mi accingevo a tradurla maldestramente quando le mie caparbie ricerche hanno avuto un felice epilogo. Un amico antiquario..e scacchista, me l'ha trovata, in una bella raccolta di novelle del Boito edite a Napoli nel 1917.
Si legge come inizio della prefazione:
"E' d'Arrigo la novella
Come l'araba Fenice!"
Questo nel 1917,.. figuriamoci oggi!
Mi sono preso la briga di far stampare la novella "L'Alfiere Nero" per la gioia degli appassionati.
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