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LA PRESSIONE DELLA LINFA
Il gioco degli scacchi è come una pioggia tropicale, e le partite sono invece come pozzanghere o putridi stagni.
I campioni contemplativi, reprimendo il loro istinto di uccidere, si spogliano poco a poco di tutti gli artifici della tecnica. Essi sognano di cogliere l'essenza del gioco, il famoso, borghese, "labirinto divino".
Si comportano come Inana, Regina del Cielo, secondo l'antico mito mesopotamico. Per raggiungere Erskigali doveva superare sette porte. Al limitare di ciascuna un guardiano la spogliava d'uno dei suoi vestiti e d'uno dei suoi gioielli.
E fu allorché si ritrovò completamente nuda che comprese che l'anima era trasparente.
All'opposto dei contemplativi i campioni ( e molti spingilegno ) guerrieri, armati dei loro computer dernier-cri, vogliono vincere, solo vincere, quale che sia la maniera scelta, pronti ad ogni turpe meschinità, mai disposti a render onore a un superiore avversario.
Sempre disposti invece ad ascoltare gli epinici, i canti che celebravano, in Grecia, i trionfi dei vincitori e le divinità. Vorrebbero disporre d'un novello Pindaro che gli mormorasse:" Tu sei la trionfante , indolente giovinezza, il delirio del mare, la spinta della linfa vitale, ogni cosa di te mi sospinge all'orgoglio."
So invece di un campione contemplativo, che non nomino, perché non mi si venga a dire che ho il pallino di Kamskj, che non legge nemmeno uno degli elogi che riceve.
Lui non si ammira a lungo in uno specchio, per timore di annoiarsi.
Mentre il guerriero può essere paragonato a Narciso, che si crede solo e non si commuove se non dinnanzi al suo stesso riflesso nello stagno.
Uno di questi giocatori mi disse: " Per comprendere le partite giocate da un genio occorre capire il giocatore. "
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