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IL FASCINO DELL'ANORMALE
L'inclinazione della torre di Pisa è diminuita di un centimetro grazie ai contrappesi di piombo del peso di 600 tonnellate fissati alla sua base.
Ma il fascino della torre, come quello di certe aperture di scacchi, la Grob il gambetto Halasz, provengono proprio, per lei e per loro, dalla sfida alla norma.
Se Raskolnikov non fosse un criminale, Don Chisciotte picchiatello, o Falstaff un ubriacone, ci interesserebbero così tanto?
Il poeta rapisce parole, motivi all'eccezionale, per innalzare steccati intorno alla quotidianità dei suoi versi.
Così il giocatore di scacchi di straripante creatività costruisce le partite che disputa a somiglianza d'una divinità borghese. Totalmente e follemente preso dal meraviglioso dèmone della sua fantasia a volte non s'avvede delle trappole banali e squallidamente aritmetiche (almeno fossero algebriche! ) di cui sta per cadere vittima.
Ma è tanto più emozionante il lato anormale degli uomini!
In ogni caso la follia rasenta il genio. La normalità è quasi sempre piatta come l'encefalogramma d'un papabile donatore d'organi.
A Primo Levi, scacchista incallito, un giorno vennero le lacrime agli occhi leggendo questa frase di Platone: " Sovente mi ridesto dal mio Io (da me stesso) ed è allora che evado dal recinto del mio corpo."
Il bambino "anormalmente" prodigio nel gioco degli scacchi , quando perde una partita , piange così, incapace di accettare che il destino non si sottometta alla sua volontà.
A Giovanni Gentile, il penultimo vero grande riformatore della scuola in Italia, estrema espressione dell'idealismo della Scuola romantica, mentre nel 1918 era docente all'Università di Roma, si presentò all'esame una donna già anziana, che, non riuscendo a profferire una sola parola, si sciolse in lacrime. Di fronte a un simile atteggiamento anch'Egli ruppe in pianto: " Promuoviamola! esclamò, questo è ciò ci meritiamo e che le dobbiamo!"
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