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LA FRUSTA E LA DONNA
Nietzsche disse, senza aver potuto conoscere la campionessa Judith Polgar: "La donna perfetta è un tipo umano più perfetto che l'uomo perfetto...ma più raro.". Molto numerose, per nostra fortuna, sono le possibilità che abbiamo per emergere. Chiosando Francesco d'Assisi: "Infiniti sono i doni del Signore", ma Judith Polgar ne possiede certamente due. Intanto è la tipica ungherese di Budapest dalla leggiadra bellezza emersa, Venere slava, "An der shonen blauen Donau" o da un romanzo di Lajos Zilahy o Ferenc Kormendi, e poi manovra i pezzi degli scacchi decisamente meglio del mio amico, l'attempato farmacista dalla vasta biblioteca d'aperture.
Judith Polgar fece scalpore per la prima volta nel 1993, quando vinse trionfalmente il torneo di Hastings, il più antico e prestigioso dell'anno, dalle referenze di più cristallina nobiltà scacchistica, dopo aver battuto sonoramente per ben due volte il campione russo in carica. Dopo d'allora ha sottomesso molti giovani e meno giovani campioni maschili di roboanti magnitudini Elo.
Immediatamente, alle sue vittorie di Hastings, si mescolò una leggenda: il giovane campione russo, soggiogato dal fascino della giocatrice ed incapace di esternarle la sua bruciante passione, si è arreso a lei sulla scacchiera.
Nietzsche si trovò nella medesima situazione. Per trarsi d'impaccio, il grande filosofo non trovò di meglio che incaricare il suo amico Paul Ree di consegnare a Lou Andreas Salomè una lettera nella quale egli chiedeva, supplice, la sua mano: "Perché senza dubbio non si potrebbe parlare con lei d'una libera convivenza..." scrive.
Ma ella, saggiamente, vide a quali pericoli si sarebbe esposta unendo la sua sorte ad un tale uomo e si servì d'una pratica menzogna, scrive Guy de Portalès nel suo "Nietzsche in Italia" "convinse Ree a riferire che la lettera non era stata consegnata."
Qualche settimana più tardi, sulle rive del lago d'Orta, i due amici, mentre procedevano ciondolon ciondoloni come due asini ammaestrati tra le stanghe d'un carretto, scorsero Lou che li attendeva a piè fermo,...con un frustino vibrante in mano.
Malgrado questa scena esemplare, si è sempre mal interpretata,anche artatamente,(tutto fa brodo per denigrare il genio d'un grande non allineato all'ideologia egemone..), la frase, in realtà puramente masochista, di Nietzsche: "Se vai ad incontrare una donna, non ti dimenticare la frusta."
Resta il fatto che la bella Giuditta, (un nome così ..temibile, come quello di Salomè!) non ha bisogno di certi strumenti per piegare i suoi rivali maschili ed impartirgli severe lezioni, a lei basta dir loro : scacco e matto.
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