TRASPARENTI COME L'INTELLIGENCE SERVICE

Fra i sette Savi dell'antica Grecia, solo quattro ( Biante di Priene, Pittaco di Mitilene, Solone e Talete ) lo furono indiscutibilmente; i ...18 altri furono elevati al rango di Saggi secondo l'umore o la fantasia di storici in vista...come dei volgari romanzieri alla moda.
Nello stesso modo, oggigiorno, noi ignoriamo chi veramente sia il campione mondiale di scacchi allorché leggiamo le liste stabilite da incondizionati ammiratori a vario titolo, o dalle Federazioni, che sembrano crearsi e scomparire a seconda degli umori di re Kasparov (e degli onnipotenti sponsor.) Senza ascoltare la lezione di Pittaco ( "Accetta d'essere scocciato dal tuo vicino"), il brillante campione russo Valery Salov si erge contro la nuova (?) " associazione dei professionisti " :" I suoi statuti sono meno trasparenti di quelli dell'Intelligence Service (...) In seguito ai suoi risultati possiamo agevolmente constatare che è l'organizzazione più ingiusta e più antidemocratica che si possa immaginare (...) Essi hanno provato ad organizzare il campionato del mondo (...) ma senza la partecipazione di sei giocatori fra i migliori del mondo ( Karpov, Ivantchuk, Lautier eccetera).
Fedele alla massima d'uno dei Saggi ( anche se supplente ), Chilone il Lacedemone, "Conosci te stesso", (poi attribuito tanto falsamente quanto universalmente a Socrate), Salov giudica severamente le sue stesse rinunce e le sue manchevolezze e propone un metodo di riunificazione ignorando i gruppi già esistenti: " Essi non hanno credibilità alcuna (...) hanno provocato il caos e l'anarchia nel mondo degli scacchi. L'associazione dei professionisti ( PCA ) è un semplice strumento destinato a punire, eliminandoli, i ribelli."
Ma quando Salov afferma: " I colpevoli dell'esistenza d'una simile ingiustizia, siamo noi stessi, i professionisti degli scacchi " io credo di sentire l'eco appunto della massima inconfutabile che, sotto i cocenti raggi del sole, a Delfi, nei pressi dell'oracolo di Apollo, scrisse a malincuore, stando accoccolato in terra, dopo essersi fatto a lungo supplicare, il più timido dei Savi, Biante: " IL MAGGIOR NUMERO DEGLI UOMINI E' CATTIVO ".